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lunedì 29 giugno 2020

Magnodeno e Cresta della Giumenta

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Succede, succede che si parte pieni di entusiasmo, succede che lungo il cammino hai un malore, succede che sei in affanno, ti gira la testa, hai nausea e mancanza di respiro. Succede che ti fermi e aspetti che passi, succede che dopo un’ora nulla cambia. Succede che non sei su un sentiero ampio ma sei su una cresta. Impossibile proseguire con tali condizioni. Succede che chiami il 112. Arriva l’Elisoccorso di Bergamo, ti valutano, ti tranquillizzano, ti imbragano e ti tirano sul con il verricello, e poco dopo sei in un PS. Semplicemente fantastici. Al PS di Erba, benché stai già molto meglio, vogliono approfondire la cosa, quindi esami sangue, lastre, ecg, tutto a posto. Semplicemente fantastici. In un momento di particolare difficoltà di emergenza sanitaria Covid ho visto del personale più che all’altezza della situazione, con grande capacità, competenza, rispetto, attenzione, gentilezza. Semplicemente fantastici. Grazie.

Partenza: Piane d’Erna piazzale funivia 603 m
Punto più elevato: Cima del Foò 1348 m
Ascesa totale: 1010m
Lunghezza : 11,70
Difficoltà: EEA

Descrizione itinerario:
Dal piazzale prendere il sentiero a destra che rappresenta il punto di inizio per diverse escursioni della zona. Dopo aver percorso il primo tratto lungo la strada asfaltata imboccate la mulattiera e proseguite il cammino fino a raggiungere il bivio che segnala sulla vostra destra Campo dei Boi. Qui svoltare a destra e continuare lungo il sentiero, lungo il quale si trova una Madonnina ed un piccolo ponte per attraversare il torrente. In pochi minuti si arriva in prossimità di una ringhiera di ferro dove si apre un bivio. Proseguire a destra fino a raggiungere la località Campo dei Boi. Lì seguire il segnavia per raggiungere la vetta del Magnodeno. Lungo il cammino si incrocia il “sentiero didattico” che si inoltra in un bel bosco di betulle e faggi. Proseguire la salita, iniziando ad assaporare le spettacolari vedute che si possono ammirare in tutta tranquillità una volta in vetta. Ancora qualche sforzo per salire gli ultimi metri con l’ausilio di una catena.
Dal bivacco posto sulla cima del Monte Magnodeno 1247mt si segue brevemente, entrando in un piccolo boschetto,il sentiero che porta al rifugio Alpinisti Monzesi e ad Erve, fino ad una fontanella con annessa panchina per pausa ristoratrice. Qui si incontrano chiare indicazioni per l'itinerario attrezzato della Cresta Giumenta, che prosegue a mezza costa in direzione Ovest,verso il ben visibile Resegone. Un primo saliscendi nel bosco lascia ben presto spazio alla cresta vera e propria, che presenta un primo tratto di catena utile a scendere per rocce facili ma scivolose  ad una selletta,dopo la quale una breve contropendenza porta ad una seconda discesa attrezzata, sempre senza alcuna difficoltà tecnica, ma con necessità di grande attenzione e piede fermo. Da questa discesa inizia un primo tratto di cresta molto esposta, tecnicamente elementare ma estremamente aerea e panoramica, assicurata sempre con catena. Un piccolo risalto viene vinto in breve (sempre assicurati), portandosi verso una seconda parte di cresta facile  ma sempre aerea,con panorami a 360°. Di fronte erge la parte alpinisticamente più interessante del percorso, con la bastionata di rocce che, sullo sfondo del Resegone, porta per torri e torrioni a raggiungere la Cima del Foo, massima elevazione della Cresta Giumenta. Accompagnati da un cavo inguainato prima e di nuovo da catene subito dopo, il sentiero prende a salire, sempre facilmente,verso la bastionata di torrioni e pilastrini, sfruttando cenge erbose e piccoli saltini piuttosto ghiaiosi e di roccia friabile, che lasciano presto il posto ad un primo salto di roccia appena più tecnico e su roccia decisamente migliore. Da qui l'ascesa continua, sfruttando cenge e canalini tra un torrione e l'altro, per tornare su un nuovo tratto di crestina molto esposta e panoramica. Da questo tratto di crestina si va dritti a prendere un canalino che porta su un pilastrino, dal quale si sale ancora a prendere un secondo canale che presenta un passo appena più tecnico (assolutamente non difficile, valutabile come moderatamente difficile e breve). Raggiunta la cima del torrione, un breve sentiero porta verso un altro torrioncino, dopo il quale ci si trova nuovamente in cresta,ora più ampia ed erbosa. Una nuova discesa, abbastanza ripida,porta ad una selletta da dove andiamo, di nuovo assicurati dalle catene, a prendere un altro canale, stavolta di roccia migliore, che ci deposita sull'ennesima torretta, dalla quale, ovviamente, bisogna anche scendere,sempre assicurati. Da questa ennesima selletta, un altrettanto ennesimo canalino, stavolta con roccia per nulla buona (attenzione, comunque assicurato con catena), deposita finalmente sulla vetta di Cima del Foo, massima elevazione della cresta Giumenta a 1348mt. Inizia qui il tratto tecnicamente più interessante della Cresta Giumenta, dopo una breve discesa ad una selletta, decisamente facile, il sentiero si divide: a destra si nota un sentierino che procede in costa ed è una sorta di “fuga” per evitare le ultime asperità, tecnicamente superiori rispetto al resto del percorso (comunque sempre al limite del moderatamente difficile e mai superiori); dritti, invece, si vanno a vincere gli ultimi torrioni della cresta. Dalla sella, un sentierino assicurato riporta in cresta, da dove, ovviamente, dobbiamo scendere ad una sella successiva, incontrando un passaggio alla fine che può creare un qualche problema ai meno esperti (il passaggio è comunque ottimamente servito da catena). Da questa selletta, il sentiero porta, assicurato, a prendere un canalino che in alcuni punti si restringe a camino e presenta difficoltà decisamente superiori  al resto dell'escursione. Il canale è lungo una decina di metri e garantisce un po' di pepe alla fine dell'escursione,ma viene risolto abbastanza rapidamente e, per cresta, porta alla cima del torrione successivo, da dove la catena diventa quasi un passamano che,con difficoltà ormai nuovamente minime, porta ben presto all'ultima elevazione della cresta, dopo la quale il sentiero attrezzato della Cresta Giumenta va a terminare con la risalita di un ultimo innocuo cimotto costellato di pilastrini, in mezzo ai quali passa l'ultimo tratto attrezzato del percorso. Ci si trova così di fronte alla poderosa bastionata che sorregge il Pian di Serrada, con alle spalle il Resegone e, ai suoi piedi, il Passo del Foo - 1284mt, che viene raggiunto per semplicissimo sentiero in pochi minuti.  Discesa. Dal Passo del Foo,per tornare a Lecco,si scenderà sulla sinistra per il frequentatissimo sentiero che,passando per il rifugio Stoppani, deposita alla stazione di partenza della funivia ed al parcheggio.

lunedì 22 giugno 2020

Rifugio Andolla

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Partenza: Alpe Cheggio 1494m (Antrona Schieranco)
Punto più elevato: Rifugio Andolla 2061m
Ascesa totale a/r: 817m
Lunghezza a/r: 12,4 km
Difficoltà: E
Il punto di partenza è l'alpe Cheggio dove è agevole parcheggiare sotto la diga del lago dei Cavalli poche centinaia di metri a monte dell'abitato. I cartelli con le escursioni alla fine dello sterrato danno la direzione per la nostra meta il rifugio Andolla, indicato a 2 ore. Una volta attraversata la diga il sentiero si mantiene nella sua prima parte sulla riva orografica destra del lago dei Cavalli. Raggiunta la fine del lago, con una bella spiaggia, si supera il torrente Loranco con un bel ponticello in legno e s'inizia ad inerpicarsi verso il rifugio che, da lontano comincia a scorgersi ben presto. La parte iniziale della passeggiata è davvero poco faticosa con i tratti di salita poco ripidi; raggiunta l'alpe Piana Ronchelli, ad un'ora circa dalla partenza, si può comunque fare una sosta per fare scorta d'acqua all'apposito abbeveratoio e per leggere la storia della località sul cartello posto sul fianco della cappelletta, arricchita da una poesia di Roberto Bandini: la cappella del Pian di Runchej venne edificata nel 1917 per volere di Giovanni Lini di Antrona per grazia ricevuta, venne danneggiata da una valanga nel 1981, ricostruita nel 1984 dal Gruppo Alpini di Antrona per essere ricostruita in luogo più riparato nel 1994 dal “Coro Valdossola”. Continuando senza troppo faticare si raggiunge in meno di mezz'ora il bivio per il sentiero che conduce direttamente al rifugio Andolla: si deve proseguire verso destra per affrontare la parte un po' più ripida dell'escursione priva comunque  di passaggi per esperti o tratti esposti. Il rifugio Andolla posto nel Parco Naturale Alta Valle Antrona ad un'altitudine di 2061 m è aperto da inizio Giugno a fine Settembre e dispone di 63 posti letto e 60 coperti. Chi volesse proseguire può raggiungere in circa un'ora il passo Andolla posto a circa un'ora di cammino. Il rientro avviene percorrendo il sentiero fatto per salire anche se consiglio una piccola deviazione per raggiungere il piccolo ponte tibetano (ponte Tonelli) e l'alpe Campolamana. Il supplemento di passeggiata, oltre a regalare altri fantastici scorci della valle Antrona con "il brivido" di superare il ponticello (dotati di apposita attrezzatura di sicurezza) passa per l'antico alpeggio, probabilmente bombardato nel corso della Seconda Guerra Mondiale che conserva una targa in memoria, di tre persone morte il 17 ottobre 1944 (un adulto, Mortarino Esmeraldo e due ragazzini Orlandi Ettore e Tanghetti Guido).
Per arrivarci, una volta ridisceso il tratto più ripido, al bivio si prosegue a destra arrivando in una decina di minuti ai 1721 m dell'alpe Campolamano con i suoi ruderi e successivamente al ponte in altri dieci minuti.

venerdì 19 giugno 2020

Monte Coltignone

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Partenza: Pian dei Resinelli 1250m
Punto più elevato: Monte Coltignone 1473m
Ascesa totale 289m
Lunghezza : 5,50 km
Difficoltà: T

Dal Pian dei Resinelli si percorre la via Escursionisti fino a raggiungere il grattacielo. Superato, si imbocca la strada che entra nel bosco e in leggera salita si raggiunge in breve l'entrata del Parco Valentino. Oltrepassato il cancello si prende il sentiero sulla sinistra lungo un prato e si inizia a salire in maniera abbastanza decisa e in circa 15 minuti si raggiunge un punto panoramico chiamato Paradiso. si prosegue verso destra entrando nel bosco seguendo i cartelli stando in cresta. Superato un passaggio protetto da entrambi i lati du staccionate si continua a salire. il sentiero sempre molto largo si affaccia ora su un precipizio che da direttamente su Lecco. Si percorrono alcuni metri in discesa e poi si riprende a salire sempre costeggiando il baratro e in pochi minuti si giunge alla vetta del Coltignone a 1473m. Per il ritorno si ripercorre il senitero a ritroso sino alle due staccionate e al bivio si prende a sinistra verso un roccolo. Si percorrono alcuni minuti di discesa si giunge al Roccolo e si scende un ripido sentiero verso il "belvedere". Da qui si prosegue in piano sulla mulattiera e si raggiunge la Casa Museo del PArco del Valentino. Poi si torna al cancello e si ripercorre la via degli Escursionisti.