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lunedì 14 gennaio 2019

Pizzo della Croce

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«Quelle mucche son sterle», ci dice la proprietaria della cascina. Siamo in stalla e vi sono una trentina di mucche, qualche vitello, un redo nato da quattro giorni. Tre mucche se ne stanno lì tranquille con davanti il loro fieno e con dietro il canale di scolo. Ci guardano con aria di sufficienza, provano un timido muggito, una scrollatina di corna. «Che volete da noi?», sembrano dire. «Del latte», sembra che noi diciamo. «Niente da fare, siamo sterle, accontentatevi del latte scremato, parzialmente scremato, pastorizzato, microfiltrato, senza calcio, delattosato, latte di riso, di avena, di soia». «Ma quelli non sono buoni», rispondiamo. «Appunto, però li comperate. Allora abbiamo chiuso le nostre ovaie, abbiamo sigillato la porta, siamo diventate sterle. Sterili. Siamo in sciopero. Niente più quel meraviglioso latte, intero, denso, cremoso, che sa di di fieno e sole, di acqua e fiori. Niente più quei bei ricordi di infanzia, quando vi rimaneva la panna sulla punta del naso bevendo dalla schiscetta in alluminio. Niente più quella sana, buona, rigenerante polenta e latte. Mangiatevi il tofu. Sciopero, sciopero, sciopero.».  

sabato 12 gennaio 2019

Un anno con voi

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Dopo un periodo di letargia forzata, un anno fa ho ripreso il mio cammino con voi. E di questo anno voglio mostrarvi le pagine belle, i luoghi condivisi, la fatica e il piacere di stare con voi. Un piccolo filmato che ripercorre le tappe di un anno vissuto ghirosamente. Buona visione.

domenica 6 gennaio 2019

Valle d'Aosta

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Un inizio anno in altitudine.
Valle d'Aosta, Potete vedere alcune foto di questa splendida valle. Da Saint Pierre, Cogne, Lillaz, Courmayeur, Monte Bianco, Punta Helbronner, 3466 meno 21, Castello di Fenis, Aosta, Cattedrale, Teatro romano.
Perchè questo sia un anno migliore, spero che la befana porti calze a tutti, ma anche coperte, cibo, accoglienza, serenità.
Perchè il nostro non diventi un mondo Caino.

lunedì 31 dicembre 2018

Corni di Canzo

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C’è un gran vento sopra di noi, il cielo è terso e qualcuno disegna righe bianche. Cos’è il vento? È ciò che trasporta la vita, trascina il polline ad incontrare il fiore, sparge i semi lontano. Fa volare, fa pulizia delle nubi, fa suoni che è bello ascoltare. Il vento nessuno lo vede, ma c’è sempre. Lo puoi scoprire solo quando le chiome degli alberi si inchinano al suo passaggio, quando regala al cielo la sua massima luce, quando gli uccelli in volo non sbattono le ali. Siamo alla selletta, siamo anche noi nel vento… azz ma un po’ meno forte no?

lunedì 24 dicembre 2018

Monte Colmegnone

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Dei ricercatori hanno scoperto qualcosa di fantastico: quando un abbraccio dura almeno 20 secondi, si produce un effetto terapeutico sul corpo e la mente. La ragione è che  un abbraccio sincero stimola la produzione di un ormone chiamato "ossitocina", noto anche come l'ormone dell'amore. L’Ossitocina è un neurotrasmettitore che ha diverse funzioni: muove le contrazioni durante il parto, rafforza il legame tra mamma e bambino, stimola le cellule dei dotti lattiferi delle mammelle, accresce la fiducia e l’empatia con il prossimo e aiuta a socializzare. Tra le altre sue virtù ha anche quelle di smorzare l’aggressività, e rendere più empatici, favorendo così reciproca comprensione nel momento in cui vi siano vari disaccordi. Aumenta, quando ci si scambiano effusioni, perché è collegato all’autostima e al buon umore, ci aiuta, tra l'altro, a rilassarci, a sentirci al sicuro e calmare le nostre paure e l'ansia. Questo meraviglioso tranquillante è offerto gratuitamente ogni volta che si prende una persona tra le nostre braccia, che si culla un bambino, che si accarezza un cane o un gatto, che si balla con il nostro partner, che ci si avvicina a qualcuno o che si tiene semplicemente un amico per le spalle. Prendete qualcuno tra le braccia per almeno 20 secondi, fatevi e fate a qualcuno questo semplice regalo! Vi auguro un abbraccio lungo un anno...

venerdì 21 dicembre 2018

Alpe Curgei

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Tra tre giorni è Natale, ci scommetto dal freddo che fa. Meno 3, neve al suolo, nubi sotto, nubi sopra, in mezzo un po’ di azzuro e un pallido sole. Affrontiamo il tutto per la nostra gioia, per una manciata di mais e croste di formaggio. Al bivacco accendiamo la stufa, facciamo bollire la neve, poi il mais che si trasforma in polenta e nel piacere della convivenza. Basta così poco per stare bene. La nostra vita è serena, siamo nati per caso in un mondo confortevole, opulento, andiamo per monti solo per la serenità della nostra vita. Altri affrontano freddo, neve, mare, fatica, per trovare una vita serena. Sono nati per caso in un mondo ostile, bisognoso. Il pane non va dai poveri, sono i poveri che sono costretti ad andare dal pane e lì, spesso, incontrano gli stolti che li osteggiano. Tra tre giorni è Natale ci scommetto dai tanti regali che fai.

domenica 16 dicembre 2018

Traversata bassa Grigna

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Quando vado in montagna faccio sempre delle foto, come molti di voi. Ma cosa c’è dietro le foto? A volte, agli occhi degli altri, possono sembrare insulse, ma invece sono piene di tutto. Tra queste che ho postato vi è una foto che dice tutto della trascorsa giornata in montagna. è quella di un bosco, un semplice bosco. Osserviamola. Tronchi grigi, gli alberi sono faggi; la maggior parte del sentiero si snodava in un bosco di faggi. Foglie a terra e colore marrone; è autunno inoltrato. In fondo, in alto, uno spicchio di colore azzurro; era una giornata dal cielo terso. Le ombre decise degli alberi denunciano la presenza di un bel sole. Le ombre riconoscibili sono sei; come i partecipanti al trek. Fanno un arco sul terreno, seguendo l’avvallamento, come noi abbiamo seguito il terreno in un lungo saliscendi. Ci siete? Bene! Ora osservate più attentamente, un po’ più da vicino, ecco, così. Non sentite la pace che infonde il bosco, la natura? Si può persino respirare, la pace.


Partenza: Pian dei Resinelli 1278m
Punto più elevato: Rifugio Antonietta al Pialeral 1440m
Ascesa totale 647m a/r
Lunghezza : 14,6km a/r