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lunedì 13 maggio 2019

Manavello

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12 Maggio, domenica, sta facendo un bell’autunno. Ci rechiamo a Rongio per salire sul Zucco Manavello, parcheggi tutti pieni, rispettiamo gli spazi vuoti con strisce gialle per residenti, e cerchiamo un luogo dove lasciare l’auto. Incontriamo un pattuglia di vigili e chiediamo dove possiamo parcheggiare. Ci chiedono se andiamo a camminare in montagna, poi mi consigliano di parcheggiare in una via larga senza dare intralcio. Così facciamo. Troviamo una via larga dove è già parcheggiata un auto, e lasciamo li le nostre, sotto le case bianche di Rongio. Saliamo con cielo grigio e vento freddo, ma si cammina bene, belli freschi. Arriviamo al baitello e il vento ci sconsiglia di fermarci. Entro nel baitello: quattro persone giocano a carte, altre due parlano tra loro, saluto. Sfodero il sorrso, salve, giornata fredda eh! Dico. Non mi degnano di una risposta, rimango in piedi in attesa, uno dei giocatori mi guarda torvo, capisco di essere importuno, saluto ed esco. Ma dove è finita l’accoglienza, la socialità tipica della montagna? Proseguiamo il nostro giro, ci fermiamo a mangiare al riparo dal vento. Torniamo soddisfatti del nostro trek, arriviamo alle auto… le nostre portiere sono segnate da x fatte con chiavi o chiodi. Ovviamente solo le nostre e non quella già parcheggiata, di un residente. Grazie abitanti delle case bianche. Rongio, che strano paese.

Partenza: Rongio (Mandello) 409m
Punto più elevato: Zucco Manavello 1120m
Ascesa totale 711m
Lunghezza : 5,30 km
 

domenica 28 aprile 2019

4 cime



Descrizione percorso 
Un percorso  senza difficoltà, un giro ad anello che tocca 4 cime e offre la possibilità di effettuarne due, tre, quattro o nessuna, secondo le proprie esigenze. Il trek parte dal rifugio Boffalora (che si raggiunge seguendo la carrozzabile da Pigra Val d'Intelvi). I monti che toccheremo camminando su splendidi balconi panoramici sono: monte Tremezzo 1700m, monte Crocione 1641m, monte Galbiga 1698m, e monte Lenno 1589m.
Lasciata l'auto al percheggio vicino al rifugio Boffalora 1252m, si prosegue lungo la carrozzabile, effettuando anche dei tagli nei prati, sino al rifugio Venini 1525 (chi vuole può fermarsi già lì). Lasciato alle spalle il rifugiosi prosegue ora verso il monte Tremezzo 1700m passando dalle trincee della Linea Cadorna. Con una salita di 150m si ragguionge la Madonnina della cima Tremezzo con panorama sul lago di Como. Dalla cima si scende verso l'alpeggio diroccato di Tremezzo e proseguendo poco dopo si raggiunge la la cima del monte Crocione 1641m (altro punto molto panoramico). Ora occorre ritornare all'alpe Tremezzo e poi si prosegue in piano a mezzacosta verso l'alpe di Mezzegra. Sempre in piano raggiungiamo il rifugio Venini per poi proseguire salendo verso il monte Galbiga 1698m, passando accanto ad un osservatorio astronomico. Sulla cima troviamo una croce ed un altare, da dove possiamo ammirare il panoramoa sul lago di Lugano. Si scende dalla parte opposta a quella da dove siamo saliti e si raggiunge l'alpe di Lenno 1495m che si trova sulla carrozzabile fatta precedentemente. A questo punto si può tornare al parcheggio seguendo la carrozzabile, o fare la quarta cima, il monte di Lenno 1589m, per poi ridiscendere il versante lungo i pratoni e raggiungere le auto.

Partenza: Rifugio Boffalora (Pigra) 1252m
Punto più elevato: Monte Tremezzo 1700m
Ascesa totale 797m
Lunghezza : 15,3 km
Difficoltà: E


domenica 21 aprile 2019

Vedeseta Morterone

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Descrizione del percorso
Escursione di grande interesse ambientale-naturalistico per la presenza del singolare fenomeno di carsismo sotterraneo, tipico dell'ambiente a substrato calcareo e per la grande varietà di specie vegetali ed animali presenti. Consigliata per uscite scolastiche di studio dell'ambiente e per tutti gli amanti della natura.
Percorso facile con dislivello minimo su sentiero per buona parte pianeggiante, che impegna per un'ora e mezza circa, fino alla sorgente dell'Enna. L'escursione può concludersi qui come può poseguire, per un'altra ora e mezza fino a Morterone (mt. 1150), piccolo paese sulle pendici orientali del Resegone.
La partenza avviene solitamente dal centro di Vedeseta (m. 820), sul lato sinistro della piazza col monumento ai caduti, ma è possibile anche dal ponte della Lavina, m. 680, sulla strada provinciale n° 24 di Valle Taleggio. Comunque i due percorsi, dopo circa 2 km. e mezz'oretta di percorso, si uniscono a quota m. 730.
Qui seguiamo il percorso da Vedeseta. Si imbocca la mulattiera che, stretta tra le abitazioni, scende nei prati da sfalcio, dove si incontrano i primi segnavia rosso-bianchi ed il n. 20 del sentiero. Attraversati in falsopiano i prati, si costeggia una stalla fino ad addentrarsi in un bosco di latifoglie. Un tratto di debole discesa porta ad un caratteristico ponticello in legno che permette di superare un torrente. Si oltrepassano alcune cascine fino a risalire un breve tratto dal quale si ridiscende fino ad immettersi nel tracciato che proviene dal ponte di Lavina.
Ora il sentiero si fa più pianeggiante, allungandosi in un bel bosco di faggi.
La valle, oltre che di acque è ricca anche di boschi, dove prosperano carpini, olmi, ciliegi selvatici, qualche raro castagno, tigli, frassini, faggi, aceri, sorbi degli uccellatori, noccioli, abeti rossi e e tante varietà di fiori di bosco.
Questa selva lussureggiante è l'habitat naturale ideale per animali di bosco come scoiattoli, ghiri, faine, lepri, caprioli,, tassi, volpi e molte varietà di uccelli.
Un tratto in salita ci conduce ad uno dei vari ponti in ferro e cemento costruito dalla Società Orobia (ora Enel) per agevolare il lavoro dei guardialinee. Continuando in salita, mai faticosa, si raggiunge un ulteriore ponticello, poco oltre il quale, in una radura sulla nostra destra, una freccia indicatrice invita ad abbassarsi sul greto del fiume, nei cui pressi ci si potrà dissetare con l'acqua ferruginosa di una piccola sorgente.
Dopo questa sosta, accompagnati dal rumore del torrente, si attraversa un nuovo ponte poco prima che il sentiero, finora altalenante, inizi a salire con notevole ripidità fino a giungere nell'area dove, sul versante di fronte, vi sono le sorgenti del torrente Enna. Intanto osserviamo una spumeggainte bianca cascata del torrente ('Fiume Latte', bianco come il latte per l'acqua bianca delle cascate) in una profonda marmitta fluviale.
Per poter vedere da vicino le sorgenti dell'Enna, occorre attraversare con attenzione il torrente Remola su massi un poco instabili e scivolosi. Raggiunta l'altra sponda, si risale per qualche minuto il ripido pendio lungo un sentierino reso viscido dall'umidità e dal muschio presente sui sassi.
Affascinante ed emozionante lo spettacolo delle cascate, formate dall'abbondante acqua appena fuoruscita dalla caverna sotterranea e subito precipitante a valle a salti e cascate che tagliano la scoscesa roccia. Tutta la zona è immersa in una elevata umidità, provocata dai perenni spruzzi dell'acqua scrosciante e saltellante di roccia in roccia, di balza in balza.
Per chi vuole proseguire, l'escursione continua verso Mortarone, il comune più piccolo d'Italia, accovacciato sul fianco orientale del Resegone.
Il sentiero ora sale in ripida ascesa, guadagnando presto in quota, innalzandosi sopra il torrente Remola. Dopo una bella scarpinata, si giunge a circa 915 m, (20' dalle sorgenti), in un punto molto panoramico sul Monte Resegone. Un susseguirsi di salite e discese attraverso un bosco per fungaioli ci conduce ad un ponte in legno, da cui si risale l'opposto versante. Alcuni saliscendi portano al greto di un immissario quasi sempre in secca (900 m; 30' dalle sorgenti) che viene attraversato e in men che non si dica, in salita, si esce dal bosco per trovarsi in ampi prati costellati da cascine, in località Carigona del Morterone, godendo di un vasto panorama sul versante orientale del Monte Resegone, sulla Costa del Pallio e sul Culmine di San Pietro (50' dalle sorgenti). Ancora pochi minuti e si è a Morterone. Il rientro si effettua seguendo l'itinerario dell'andata.

Partenza: Vedeseta 820m
Punto più elevato: Morterone 1150m
Ascesa totale 684m a/r
Lunghezza : 12,6 km a/r
Difficoltà: E